Intervista a Carla Caranti (Psichiatra, Open Dialogue Trainer, ASL Roma 2, Roma), registrata al 30th International Meeting on Dialogical and Reflective Approaches in Treatments of Psychosis, Reykjavik, 25–30 agosto 2026.
Carla Caranti
Carla Caranti Psichiatra, Open Dialogue Trainer ASL Roma 2, Roma
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Allora, per favore, di' il tuo nome e da dove vieni.
Mi chiamo Carla, vengo da Roma. Grazie per aver accettato questa intervista.
Che cos'è che ti ha colpito di più di questi giorni qui a Reykjavik?
Ho risposto in qualche modo più volte a questa domanda, anche in questi giorni, e ho risposto due cose diverse. Da un lato, che i risultati di ODDESSI hanno un po' dominato, forse — hanno preso molto spazio in questo incontro. Dall'altro però, quando mi è stato chiesto cosa mi aveva colpito di più, ho risposto che era una testimonianza di un'esperienza psicotica vissuta. Questo mi ha fatto riflettere sul fatto che certamente la ricerca scientifica è molto importante, però, diciamo... in qualche modo le esperienze — le persone che le hanno vissute — raccontano una storia che sicuramente è altrettanto importante.
C'è una parola, un'idea, una frase che ti porti a casa nel tuo lavoro?
Forse... qualcuno ha detto che nel Dialogo Aperto l'obiettivo del primo incontro potrebbe anche essere solamente avere un secondo incontro. Questo potrebbe... insomma, in questo meeting si è detto che anche in altre pratiche dialogiche avere una seconda possibilità potrebbe essere l'obiettivo — per esempio nella formazione: avere un'altra possibilità di formazione, quindi avere un secondo meeting. La parola potrebbe essere... Speranza.
Questa è l'ultima domanda: dove sarà il Dialogo Aperto nel 2030?
Io sono molto ottimista. Le persone che sono entrate in contatto con il Dialogo Aperto hanno trovato un luogo dove poter esprimere se stesse, anche come operatori, e poter appartenere. E quindi io penso che sarà molto più diffuso, molto più usato, molto più co-creato, il Dialogo Aperto — anche se magari non si chiamerà proprio così, ma insomma, le idee del Dialogo Aperto avranno, nel 2030, aiutato molti di noi.
Grazie per l'intervista. Vuoi aggiungere qualcosa, commenti?
No — vi ringrazio per quest'idea, che forse è un buon modo di mettere insieme tante voci. Grazie. — Grazie a te.