Intervista a Maria Laura Vittori (Open Dialogue Trainer, ASL Roma 6, Anzio), registrata al 30th International Meeting on Dialogical and Reflective Approaches in Treatments of Psychosis, Reykjavik, 25–30 agosto 2026.
Umanità e sapere
Maria Laura Vittori Open Dialogue Trainer ASL Roma 6, Anzio
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Di' il tuo nome e da dove vieni.
Allora, io sono Maria Laura Vittori e vengo da Anzio, fondamentalmente. Vicino Roma — e quindi vengo da Roma, diciamo.
Ok: che cos'è che ti ha colpito di più in questi giorni a Reykjavik?
Allora, quello che mi ha colpito tanto, oltre, come dire, a quello che sempre c'è: una capacità di coniugare umanità con il sapere, con il saper essere, cioè stare proprio dentro la situazione e condividere. E il fatto che, in questo caso, i peer sono entrati proprio nell'organizzazione dell'evento e lo hanno condotto molto bene insieme, con Auður, oltre a condividere le proprie storie, che è una cosa a cui sono più abituata.
E c'è proprio una frase, una parola, un'idea che ti porti a casa nel tuo lavoro?
Una parola che mi porto a casa nel mio lavoro è che questo lavoro è in continuazione, è in crescita, e siamo nell'aspettativa per il futuro: che c'è un futuro a cui guardare.
Ottimo. La terza domanda è: dove sarà il Dialogo Aperto nel 2030?
Nel 2030 sarà nei nostri servizi, sarà anche nell'insegnamento dell'università e sarà un modo di stare con i pazienti.
Vuoi aggiungere qualcosa, un commento o altro?
Io voglio aggiungere un ringraziamento per te, che mi hai dato l'opportunità di condividere. Grazie.